Una stella per la scuola

Gli studenti Giovanni Peveri (Classe 5B Man 2019-2020) e Giuseppe Pio D’Antonio (Classe 5O Meccanica) del nostro Istituto sono stati premiati nel concorso “Una stella per la scuola 2020” indetto dai Maestri del Lavoro. A seguire gli articoli del quotidiano Libertà ed il servizio di Telelibertà Piacenza dedidati alla cerimonia di premiazione.

A 6 studenti i premi dei Maestri del lavoro "L’etica e l’impegno nei giorni del Covid"

La pandemia al centro degli elaborati proposti dagli oltre 900 ragazzi delle superiori impegnati nel concorso “Una stella per la scuola 2020”

C’è chi ha parlato delle perdite dell’industria e chi della limitazione alle libertà individuali. Chi dei vantaggi offerti dalla rete e chi ha ideato il “fattore D” dove la “D” è quella che identifica il distanziamento sociale. La pandemia o meglio i suoi effetti sono stati fra i temi proposti agli oltre 900 studenti del triennio delle scuole superiori dai Maestri del lavoro di Piacenza nell’ambito del concorso “Una stella per la scuola 2020”: ieri mattina all’Auditorium Sant’Ilario si è svolta la premiazione del concorso che ha visto la consegna di targhe e premi a sei studenti del nostro territorio.

I sei studenti premiati al termine del concorso “Una stella per la scuola 2020” insieme ad autorità e Maestri del lavoro

Paolo Inzani dell’istituto Mattei di Fiorenzuola è stato premiato dal Maestro del lavoro Roberto Mori: è stato lui a presentare un elaborato incentrato “sul ripensamento delle modalità con cui si svolgono le attività lavorative anche all’interno degli spazi aziendali, il cosiddetto smart working”. Samanta Zabarella, diplomata l’estate scorsa al Volta di Borgonovo e soprattutto nominata “Alfiere del Lavoro” dal presidente Mattarella nel 2020, ha parlato invece del “fattore D”: “Non si sta parlando solo di un distanziamento sociale puramente fisico, ma di un’ulteriore distanza che si è creata tra le diverse categorie sociali: tra chi sa usare gli strumenti informatici e chi meno” ha scritto nel suo elaborato premiato da Carlo Tagliaferri.

Per Giovanni Peveri, ex allievo del IPSIA Leonardo Da Vinci, diplomato nell'anno scolastico 2019-2020 e premiato da Claudio Lisetti, “la pandemia ha creato una crisi economica e delle grandi problematiche a livello sociale: tuttavia un sentimento di unione, di voglia di vivere, di libertà ha pervaso tutti. Nonostante le avversità, come in tempo di guerra, nel momento della difficoltà abbiamo visto del buono in molte persone”. Silvia Spelta, diplomata all’istituto Romagnosi, è stata premiata da Maria Vittoria Gazzola per un elaborato in cui emergono “le incertezze dell’avvenire” ma non manca la speranza: “I tempi più difficili sono i migliori maestri di vita  – scrive – l’esperienza che stiamo vivendo, sia pure negativa, ci sta facendo riflettere e capire cosa davvero conti per ciascuno di noi”.

Giuseppe Pio D’Antonio, studente di meccanica della classe 5O dell'ISII Marconi, si è soffermato sul ruolo della rete in un contesto di distanziamento: “Ciò che ci ha differenziato dalle epidemie della storia, oltre alla medicina, è stata la possibilità di utilizzare i mezzi di comunicazione come facebook, instagram, whatsapp e le varie app per le video-chiamate” scrive nel suo tema premiato da Claudio Bonardi.

Infine Omaima Hajoubi, diplomata all’istituto Volta di Castelsangiovanni, ha stilato una serie di “comandamenti del lavoro” per ricordare che “deve esserci la voglia e l’impegno di fare, agire e scoprire”: impegno, quello della studentessa, che è stato premiato da Francesco Cesena.

La mattinata, coordinata dal già direttore di Libertà Gaetano Rizzuto,  si è aperta con gli interventi istituzionali della vicesindaca Elena Baio e di Silvia Mallozzi in rappresentanza dell’Ufficio scolastico regionale: a Emilio Marani, console provinciale dei Maestri del lavoro di Piacenza è spettato fare gli onori di casa, ricordando insieme al viceconsole Tagliaferri che "in quindici anni di concorso abbiamo premiato 145 studenti e ne abbiamo incontrati 16 mila". "I ragazzi vengono stimolati a riflettere su temi diversi – spiega – l’etica e l’onestà sul lavoro, ma in questo caso anche gli effetti della pandemia. La nostra speranza ora è poter continuare a dare il nostro piccolo contributo con la stessa passione che abbiamo messo nel lavoro".

Betty Paraboschi

Dal quotidiano Libertà - Domenica 31 gennaio 2021

"Un momento complicato dove è importante tenere il contatto con la realtà"

Cercano di vedere il bicchiere mezzo pieno. Di considerare non solo le occasioni perse, ma soprattutto quelle avute dal periodo di pandemia. I dirigenti scolastici e i vicepresidi degli istituti piacentini sono intervenuti ieri mattina alla premiazione del concorso “Una stella per la scuola” dei Maestri del lavoro e lo hanno fatto raccontando la loro esperienza, l’impegno messo in questi mesi, le difficoltà, ma anche le prospettive. 

Momenti dell’incontro in Sant’Ilario

A iniziare è stato Mauro Monti, preside dell’ISII Marconi di Piacenza: "Qualcosa sicuramente è stato perso, ma credo sia più interessante vedere quello che abbiamo imparato durante questo anno – spiega – e certo è che dopo questa esperienza non si tornerà più indietro. Il momento è senza dubbio complicato, ma ci ha chiarito l’importanza di non perdere il contatto con il reale e con il mondo del lavoro: soprattutto ora che i ragazzi vivono una dimensione virtuale risulta importante per loro mettere le mani in qualcosa e il lavoro offre questo spazio. È il luogo in cui si impara, è maestro: ed è bella allora la definizione di “maestri del lavoro” proprio perché in questo nome c’è l’idea della “magisterialità” del lavoro".

Un lavoro che anche nella scuola ha richiesto impegno ed energie: la conferma arriva da Gianni Montani, vicepreside dell’istituto Mattei di Fiorenzuola: "Inutile dire che ci sono stati momenti difficili – ricorda – ma di una cosa sono soddisfatto: siamo riusciti a dare un supporto tecnologico a tutti gli studenti dato che alcuni non avevano un computer a casa. Guardando a questo, abbiamo portato a casa un risultato positivo, ma lo abbiamo fatto grazie all’impegno di tutti, a cominciare dai docenti: la scuola vive di tanti apporti ed risorse interne ed esterne e fra queste ultime i Maestri del lavoro sono una presenza preziosa perché anche durante la formazione scolastica il contatto con il mondo del lavoro è fondamentale".

A chiudere è stata Francesca Pallavicini, vicepreside dell’istituto Volta di Castelsangiovanni: "Una cosa che mi ha colpito è stato l’entusiasmo dei ragazzi quando si trattato di tornare in classe – spiega – tutti gli studenti hanno detto che era bello essere a scuola. La didattica a distanza l’abbiamo fatta, però per i ragazzi non è stato facile. Se devo trovare un merito a questa situazione è quello di avere fatto capire ai giovani e a tutti che la scuola è un ambiente di formazione ma non solo: è un luogo in cui ci si scambiano delle opinioni e si sta insieme. La Dad funziona grazie all’impegno coraggioso di docenti, istituzioni e presidi, ma la scuola in presenza è diversa".

A chiudere gli interventi dei docenti è stato il viceconsole dei Maestri del Lavoro di Piacenza Carlo Tagliaferri: "Devo esprimere una grandissima gratitudine verso le scuole – spiega – verso gli studenti e verso i docenti che da quindici anni aderiscono al nostro concorso".

_Parab.

Dal quotidiano Libertà - Domenica 31 gennaio 2021