Una classe in fabbrica

Tutta la classe si trasferisce in fabbrica

DA SEI ANNI AMADA ITALIA DI PONTENURE OSPITA STUDENTI DELL’ISII MARCONI

In sei anni più di 150 studenti dell’ISII Marconi sono stati accolti nello stabilimento Amada di Pontenure per un percorso di formazione. Anche quest’anno un’intera classe si è trasferita per un mese nell’azienda metalmeccanica per imparare dal vivo e concretamente la professione. Nel corso degli anni molti studenti sono poi rimasti nella fabbrica di Pontenure: circa il 35% dei tecnici di Amada Italia a Piacenza si sono infatti diplomati nell’istituto di via IV Novembre. Negli
ultimi sei anni, poi, numerosi studenti hanno preso parte a stage e due sono stati assunti con
contratti a tempo indeterminato. La peculiarità del rapporto tra Amada Italia e ISII Marconi è il coinvolgimento contemporaneo di un’intera classe, non di piccoli gruppi di studenti. Si parte dal terzo anno in cui la classe (20-25 ragazzi) trascorre due o tre settimane in azienda, come osservatrice. In quarta gli studenti rimangono in azienda l’ultimo mese dell’anno scolastico, mentre in quinta l’esperienza avviene nelle prime due settimane.

Un momento del lavoro degli studenti alla Amada Italia

Dal Marconi il 35% dei tecnici Amada in azienda per un mese tutta la classe

Da oltre sei anni vengono ospitati i ragazzi della sezione H dell’Istituto Tecnico piacentino "Nostro Dna crescere le nuove generazioni"

In sei anni hanno accolto nella loro sede oltre 150 studenti per quella che una volta era chiamata alternanza scuola-lavoro ma che oggi si chiama PCTO, ovvero Percorso per le competenze trasversali orientativo. Sigle a parte il rapporto tra Amada Italia, azienda metalmeccanica con sede a Pontenure, e ISII Marconi è uno dei fiori all’occhiello della collaborazione tra enti formativi piacentini e aziende che operano sul territorio. Non è un caso che circa il 35% dei tecnici dell’Amada Italia a Piacenza si sia diplomato in passato nell’istituto di via IV Novembre.

Negli ultimi sei anni poi, un certo numero di studenti ha preso parte a stage mentre due sono stati assunti con contratti a tempo indeterminato. La peculiarità del rapporto tra Amada Italia e ISII Marconi è il coinvolgimento contemporaneo di un’intera classe scolastica, non di piccoli gruppi di studenti. In particolare della sezione H informatica, secondo modalità concordate tra Laura Chiozza, docente di lettere, referente del PCTO dell’ISII Marconi assieme a Raffaella Pella e Paolo Pradovera entrambi docenti di informatica da una parte, Lorenzo Finetti, responsabile del personale di Amada Italia, e Valentina Malvermi di Amada Italia dall’altra.
Si parte dal terzo anno di corso in cui l’intera classe (di 20/25 ragazzi) trascorre due o tre settimane in azienda ma solo come osservatrice, spiega Chiozza. In quarta gli studenti rimangono in azienda l’ultimo mese dell’anno scolastico, mentre in quinta le prime due settimane. "Entrando in Amada Italia - osserva Chiozza - gli studenti si confrontano con la competenza fondamentale: imparare ad imparare; gestendo progetti anche lontani dal loro corso di studio, imparando ad autoformarsi, a lavorare in team e in autonomia, a mettere in pratica quelle competenze, le cosiddette soft skills, che a scuola vengono enunciate".
La permanenza in azienda diviene una esperienza formativa, al termine della quale "viene espresso un voto di cui si tiene conto, in modo ponderato, nella valutazione finale dello studente". "Il nostro obiettivo principale è formare i ragazzi" chiarisce bene Finetti, anch’egli diplomato all’ISII Marconi prima di essersi laureato in Economia e Commercio.

Una classe coinvolta nel percorso formativo

"Noi caliamo gli studenti nella realtà aziendale - evidenzia - facendo svolgere loro anche attività lavorative, ma non al fine di aumentare la produttività o di cercare per forza risorse dalle scuole. E dall’altra parte non utilizziamo neppure i ragazzi per fare delle fotocopie. Per la filosofia di Amada, lavorare con un giovane, con uno studente, vuol dire magari avere un nuovo collega tra un po’ di anni o, perché no, un nuovo cliente in futuro". "I nostri spazi di Pontenure ci offrono la possibilità di accogliere la classe intera per 8 ore al giorno - prosegue -. Normalmente la dividiamo in gruppi, ognuno con un progetto, ognuno con un capo che si interfaccia con il personale dei vari uffici di Amada Italia, con una organizzazione gerarchica". Tra i progetti, ad esempio, la collaborazione alla redazione dei manuali per il funzionamento dei vari uffici, declinata in applicazioni elaborate dai ragazzi. Cinque le fasi da seguire: quella iniziale in cui il personale spiega al gruppo ciò di cui ha bisogno l’azienda, la fase di indagine in cui gli studenti fanno le loro domande, la fase di esecuzione, la fase di consegna e, ultima, quella di presentazione del lavoro, in italiano e in inglese.
Terminato il mese operativo alla fine della classe quarta, le due settimane iniziali della quinta sono altrettanto preziose. Si simulano i colloqui di lavoro e si aiuta a preparare i curricula. "Negli anni abbiamo visto decine di persone affrontare i colloqui senza essere minimamente preparati - rivela Finetti -. Noi ci mettiamo a disposizione affinché ai ragazzi dell’ISII Marconi non accada".

PARLA MATTEO, 23 ANNI, UNO DEI RAGAZZI ASSUNTI

"Il luogo di lavoro, i colleghi è stato amore a prima vista"

Dopo tre anni e mezzo da trasfertista, oggi si occupa di assistenza da remoto

"Non conoscevo Amada Italia prima dell’alternanza scuola-lavoro. Quando si sono presentati a scuola è stato amore a prima vista". Matteo Comini, 23 anni, di Piozzano, è uno degli studenti dell’ISII Marconi che può vantare un contratto a tempo indeterminato con la multinazionale di Pontenure. Arrivato dopo il percorso di formazione aziendale tenuto nel corso del triennio nella sezione H informatica della scuola di via IV Novembre. Il suo è stato amore a prima vista, confessa, già nelle prime settimane, quando quelli dell’Amada Italia si sono presentati a scuola.

Matteo Comini

"Era venuto proprio Finetti - racconta - e mi aveva colpito subito la mentalità dell’Amada, anche se non era direttamente il mio settore: io sono un informatico, loro metalmeccanici". L’anno successivo le cose si sono fatte ancora più chiare: "Ci assegnarono progetti di componenti informatici, in particolare il mio gruppo fu impegnato nella realizzazione di un sito web per la
promozione di alcuni ricambi. In quelle settimane rimasi colpito dal clima che si respirava in azienda, dai rapporti cordiali fra colleghi all’accoglienza che il personale riservava ai clienti e a
noi che non eravamo nessuno".
Terminata la quarta superiore, Comini ricorda con piacere anche le due settimane di quinta, durante le quali ebbe in Amada Italia un breve contratto a tempo determinato: "Lì capii che volevo entrare a far parte di quell’azienda, anche cambiando il mio settore di competenza". Accadde esattamente così. Dal settore informatico Comini si adattò a quello elettromeccanico
girando per tre anni e mezzo l’Italia come tecnico trasfertista. Oggi è passato, assieme ad un collega, ad un ufficio che fa assistenza da remoto, potendo tra l’altro tornare ad occuparsi della sua passione originaria: l’informatica. Un consiglio agli studenti di oggi e di domani: "Prendete seriamente esperienze come queste, a me è servita per farmi conoscere".

Federico Frighi

Dal quotidiano Libertà - mercoledì 15 giugno 2022