Studenti e volontariato

Gli studenti piacentini raccontano il volontariato in tempo di pandemia

Le interviste alle associazioni saranno raccolte in un sito a disposizione della comunità

Un sito internet che racconta le storie delle associazioni piacentine che si sono impegnate nei mesi della pandemia. Sarà questo l’esito di un progetto di alternanza scuola-lavoro che sta coinvolgendo gli studenti di due istituti piacentini apparentemente agli antipodi: il tecnico ISII Marconi e il liceo di scienze umane Colombini.

Unendo competenze digitali e conoscenza del mondo del sociale, gli studenti delle classi quarta H informatica (ISII), quarta G economico sociale e quarta A scienze umane (Colombini), stanno lavorando insieme dal novembre scorso, in orario extrascolastico, per conoscere le associazioni e capire come hanno adattato la loro attività alla pandemia.

Dopo alcuni incontri di formazione, si sono perciò organizzati in piccoli gruppi, hanno intervistato i volontari delle associazioni più diverse (dalla Caritas al gruppo Cinofilo La Lupa, dall’Assofa alla Protezione civile), redatto gli articoli e fatto foto alle sedi. E ora stanno sviluppando il sito internet che raccoglierà il tutto.

"Un sito che, nelle intenzioni, sarà una sorta di racconto collettivo di un pezzo molto particolare della storia del volontariato piacentino, che merita di essere documentato", ci dicono gli insegnanti che hanno seguito da vicino il progetto.

Sono Laura Chiozza, Paolo Pradovera e Raffaella Pella per l’ISII e Adriana Taramino e Sabrina Giovanelli per il Colombini. I ragazzi che intervistiamo sono felici di come sta andando il lavoro, anche se la partenza è stata in salita.

"All’inizio eravamo demoralizzate - confessa Bianca Meniconi del Colombini - tra mille cose da fare, ore al computer per la dad, avremmo preferito vivere questa attività tutta in presenza. Ma per strada ci siamo appassionate e alcune di noi hanno anche cominciato a fare volontariato in alcune associazioni".

L’entusiasmo crescente è stato rilevato anche dalla professoressa Antonella Taramino, che insegna latino al Colombini: "La distanza ha reso più faticoso il lavoro di gruppo, perché oltretutto le classi coinvolte non si conoscevano fra loro. Ma alla fine hanno saputo organizzarsi e si sono dati molto da fare, nonostante l’attività si svolgesse in orario rigorosamente extrascolastico".

Le ragazze del Colombini e dell’ISII che hanno intervistato i volontari dell’associazione Protezione della Giovane

A Elisa Magnaschi, sempre del Colombini, è piaciuto molto potersi confrontare con un giornalista durante gli incontri formativi al percorso: "Ci ha spiegato come realizzare interviste efficaci e come renderle interessanti. È una cosa che ci può essere utile in futuro". L’ha poi colpita incontrare la Caritas e conoscere più da vicino gli effetti devastanti della pandemia sulle famiglie che già prima versavano in una situazione di fragilità.

Per i ragazzi dell’ISII è stata una soddisfazione mettere in gioco le proprie competenze tecniche per realizzare il prodotto finale e per facilitare il lavoro online. A Maria Ferrari, una delle colonne portanti del gruppo che sta sviluppando il sito internet, è piaciuto capire le dinamiche di un lavoro commissionato e conoscere una realtà complessa come quella del volontariato: "Credo che se le associazioni fossero più conosciute ci sarebbero più giovani disposti di impegnarsi".

La dimensione di cittadinanza attiva e servizio alla comunità è anche quella che interessa di più agli insegnanti: "È importante che i ragazzi abbiano avuto un’occasione per imparare ad auto organizzarsi, confrontarsi con dei professionisti, lavorare su commissione - precisa Laura Chiozza - ma la cosa più importante, in questo periodo storico, è che si rendano conto di essere soggetti politici nell’accezione più alta del termine, che possano cioè operare per il bene comune".

Sara Bonomini

Dal quotidiano Libertà - martedì 27 aprile 2021