I giovani e il loro futuro

Le scuole piacentine promosse a pieni voti dai loro studenti

INDAGINE DEL REM LAB DELLA CATTOLICA SU ASPIRAZIONI E SCELTE DEI MATURANDI

Esiste un passaggio cruciale nella vita di un qualsiasi studente che coincide con il periodo di transizione tra le scuole superiori e l’ambiente universitario e/o il mondo delle professioni e del lavoro. È il momento della scelta, il valico della linea d’ombra, quando ragazzi e ragazze cercano di individuare una prospettiva che possa illuminare la strada del futuro.

È proprio in queste pieghe che si è mossa l’indagine “#Orientati”, focalizzata sugli studenti delle classi quinte degli istituti superiori di Piacenza e provincia e realizzata dal Rem Lab dell’Università Cattolica (Centro di Ricerche sul Marketing) di Piacenza, diretto e coordinato dal professor Daniele Fornari, con la fondamentale collaborazione dei dirigenti scolastici, dei responsabili dell’orientamento, dei docenti degli istituti stessi e con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano. L’indagine, che ha coinvolto nell’arco di un anno 1.159 alunni e alunne, si è basata su un questionario di 22 domande rivolte agli studenti, avviati al diploma di maturità, attraverso la piattaforma on line “surveymonkey”, accessibile tramite computer, tablet o smartphone.

"Le risposte – commenta il professor Fornari, docente di marketing - ci hanno confortato, emerge una scuola piacentina davvero solida, che ha retto bene all’impatto della pandemia. Abbiamo, nelle diverse rilevazioni, constatato un livello di soddisfazione molto elevato dei giovani nei confronti delle loro scuole di appartenenza. Un dato significativo rispetto alla media nazionale. Il merito principale va certamente attribuito a dirigenti e insegnanti che hanno saputo instaurare un rapporto di fiducia con le classi, migliorando e innovando la didattica. L’idea di fondo dell’indagine è quella di capire quali attività e iniziative possano risultare utili a stimolare e aiutare i giovani nel progettare il loro domani in modo consapevole. È solo il primo passo di quello che potrebbe diventare un osservatorio permanente sull’orientamento".

Diversi sono stati i temi scandagliati nella ricerca: dal deficit di orientamento alla visione del futuro, fino alle aspirazioni professionali e al ruolo dei familiari nel passo decisivo della preferenza per un percorso o l’altro. "Abbiamo posto in evidenza intanto – aggiunge Fornari - quale sia l’atteggiamento degli studenti e delle studentesse verso lo studio. Poco più di un terzo (35%) ha espresso un approccio positivo mettendo in luce il piacere e l’inclinazione a studiare “regolarmente” le differenti discipline. Questo atteggiamento caratterizza molto di più le femmine (45%) che non i maschi (22%). Nel 40% degli studenti, sia maschi che femmine, tenderebbe a prevalere un comportamento opportunistico/utilitaristico basato sulla scelta di studiare solo in occasione dei momenti di verifica. Nel 36% del genere maschile prevale un comportamento minimalista basato sulla propensione a ridimensionare l’impegno per lo studio. A quali materie rivolgono maggior attenzione i diplomandi piacentini? Le lingue straniere e le scienze motorie (70%), la storia, la geografia e l’italiano (66%), le scienze naturali (53%)".

Risultano interessanti anche i dati riguardanti l’autovalutazione che i giovani maturandi hanno espresso sulle proprie caratteristiche caratteriali: "I tre profili prevalenti – chiosa Fornari - sono quelli dei “curiosi” (63%), dei riflessivi”(58%), degli “amichevoli”(57%), degli “empatici-sensibili” (51%). Il genere femminile si caratterizza maggiormente per la diffusione di caratteri socievoli, curiosi, ansiosi, tenaci e entusiastici. Il genere maschile, invece, si distingue da quello femminile per il tratto dell’ottimismo".

Alla base dell’approfondita analisi di Rem Lab c’è anche la preoccupazione per la percentuale di laureati italiani che risulta la metà di quella media europea. "Nel nostro Paese il tasso di abbandono degli studi universitari dopo i primi due anni è pari al 45% tanto che i “Neet” (acronimo inglese che sta per “Neither in Employment not in Education or Training”) ammontano a 2 milioni, pari al 29% dei giovani tra i 20-34 anni (media europea del 16%). Questa situazione di emergenza – conclude Fornari - rischia di ampliarsi con la crisi socio-economica generata dal Covid con la prospettiva di pesanti ricadute sia sui percorsi professionali sia sui progetti di vita. Per dare un servizio più completo, dopo aver prodotto il risultato finale, abbiamo anche consegnato ad ogni istituto un report specifico con dati riguardanti le dinamiche interne in modo da fornire ai singoli dirigenti scolastici una serie di strumenti adatti a capire meglio i fabbisogni d’orientamento di cui necessitano".

Dal quotidiano Libertà - giovedi 15 aprile 2021

IL GRUPPO DI LAVORO

Coinvolti dirigenti scolastici, docenti e responsabili dell’orientamento

“#Orientati” è il risultato di un’efficace e preziosa collaborazione che ha coinvolto gli istituti scolastici superiori e l’Università Cattolica di Piacenza con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano. La compilazione dei questionari è stata stimolata e assistita, nelle diverse classi di insegnamento, dai docenti impegnati nella didattica a distanza. Hanno partecipato al progetto i seguenti dirigenti scolastici, professori e responsabili dell’orientamento: Simona Favari, Tiziana Albasi, Federica Morandi (liceo Respighi), Mario Magnelli, Valeria Caponetti (liceo Gioia), Cristina Capra, Paola Paraboschi, Maria Teresa Moia (Itc Romagnosi), Maria Luisa Giaccone, Sara Saltarelli (liceo Colombini), Mauro Monti, Patrizia Quero, Micol Ghisoni (ISII Marconi), Sabrina Mantini, Daniela Dabergami, Federica Moroso, Turetta Alessandra (Tramello-Cassinari), Rita Montesissa, Enrico Rocca (polo multi-indirizzo Mattei di Fiorenzuola), Raffaella Fumi, Nicoletta Fugazza, Remo Varesi (polo Volta di Castelsangiovanni), Teresa Andena, Maria Battaglia (Itas Raineri), Vittoria Pollorsi, Silvia Monti (Paritario Marconi), Fabrizio Bertamoni, Luana Sbalbi (paritario San Benedetto). Per l’ateneo di via Emilia Parmense il gruppo di lavoro è formato da Daniele Fornari (Rem-Lab Centro di Ricerche sul Marketing), Emanuele Vendramini (Rem-Lab), Alessandro Iuffmann Ghezzi (dottorando di ricerca), Silvia Zambelli (ufficio Orientamento), Anna Papa (ufficio Orientamento).

Dal quotidiano Libertà - giovedi 15 aprile 2021

Capo di un’impresa o medico sono tra le attività più ambite

Molti altri studenti puntano a diventare ingegnere, esperto di marketing o insegnante

La possib ilità di pianificare il proprio avvenire, definire sentimenti e aspettative, guardarsi dentro per agevolare la trasformazione in giovani adulti. Sfogliando le pagine di “#Orientati”, che può essere inteso anche come efficace indicatore dello stato d’animo di una comunità, quella dei diplomandi, emerge la visione che i giovani hanno del loro domani con riguardo in primis alle aspirazioni professionali.

Le posizioni più ambite risultano quelli dell’imprenditore (28%), del manager (27%), del medico (18%), dell’ingegnere (14,4%) dell’esperto di marketing (13,7%), dell’insegnante (12%). La rivoluzione digitale avrà un impatto profondo sulle dinamiche occupazionali future con effetti rilevanti sui “mestieri” e sulle nuove competenze professionali richieste. Il livello di riflessione sul futuro è mediamente elevato (70%) con punte più alte per il genere femminile (76%) che per quello maschile (64%). I principali interlocutori delle riflessioni sul futuro sono gli amici (95%), i familiari (92%), i compagni di classe (79%), gli insegnanti (53%).

La propensione a pensare al futuro è maggiore negli istituti professionali rispetto ai licei e agli istituti tecnici. Se il 51% dei giovani, sempre secondo la ricerca del Rem Lab, ha una visione positiva del futuro, è altresì vero che la quota restante non ha un’idea chiara (40%) oppure mostra una propensione negativa (8%). Quindi, almeno stando ai numeri della ricerca, un microcosmo giovanile spaccato in due. È interessante evidenziare come il grado di indecisione sulle scelte post-diploma influenzi negativamente la visione positiva del futuro.

E qui entra in gioco un altro importante scenario: il 67% dei maturandi ha espresso l’intenzione di iscriversi all’Università con un campo di variazione significativo tra i maschi ( 55%) e le femmine (77%). Il 16% dei giovani (24% per i maschi) puntano ad inserirsi subito nel mondo del lavoro, mentre la quota restante è incerta e/o orientata a frequentare corsi “professionalizzanti” di breve durata. L’intenzione di iscriversi all’università passa dall’86% per gli studenti dei licei al 27% per gli studenti degli Istituti Professionali. Per il 15-20% degli studenti prevale, invece, una situazione di incertezza e di idee poco chiare. I corsi di laurea di maggior interesse per i maturandi? Economia e Psicologia (34%), Scienze della Comunicazione (30%), Medicina (28%), Ingegneria (24%). L’intenzione di iscriversi all’università è decisamente influenzata dalla contesto familiare: è maggiore per gli studenti che hanno genitori laureati e nuclei familiari più ridotti, mentre è minore nelle situazioni dove il livello di formazione genitoriale è più basso e i componenti dei nuclei non sono superiori a tre unità.

Dall’analisi di questi dati scaturisce la conferma della relazione esistente tra condizione familiare e visione delle scelte post-diploma dei giovani. Meritevoli di attenzione appaiono le ragioni che scoraggiano i diplomandi a pensare alla soluzione universitaria. Le più significative riguardano la preferenza a ricercare un lavoro, la necessità di non pesare economicamente sulla famiglia, il ridotto interesse per lo studio. I fabbisogni di orientamento sono diversi per gli studenti delle differenti scuole superiori e riguardano un maggior livello di informazione sui singoli corsi, l’identificazione delle prospettive occupazionali, il confronto con esperti, con docenti universitari e con ex allievi delle scuole iscritti all’Università.

Più in dettaglio, le attività di orientamento dovrebbero, secondo gli input dello studio della Cattolica, valorizzare e approfondire maggiormente i contenuti legati ai cambiamenti economici, tecnologici e socio-culturali evidenziando, altresì, gli sbocchi professionali che caratterizzano i singoli corsi di laurea.

Matteo Prati

Dal quotidiano Libertà - giovedi 15 aprile 2021

I PRESIDI PIACENTINI: UNA SCELTA CONSAPEVOLE È IL MIGLIORE INVESTIMENTO

"Importante il sistema di orientamento per valorizzare talenti e attitudini"

L’orizzonte raffigurato nell’indagine “#Orientati” sollecita naturalmente l’individuazione di adeguate soluzioni e iniziative per costruire un sistema di orientamento, affidabile e duraturo. I diplomandi tendono a utilizzare diversi canali per raccogliere informazioni sull’università. In generale, quello più utilizzato è Internet con particolare riguardo ai siti degli atenei. Le altre fonti? I consigli di amici/insegnanti/ conoscenti (52%), incontri di orientamento in università (51%), partecipazione ad open day (43%).  Iscrizione all’università? Il genere femminile presenta aspettative più consolidate rispetto al genere maschile. Solo il 35% dei maturandi ha già deciso il corso di laurea. La quota sale al 48% per i licei e scende al 23% e all’8% rispettivamente per gli istituti tecnici e per gli istituti professionali.

Nella filiera scuola-università-lavoro si innestano le voci di presidi e docenti degli Istituti piacentini che hanno collaborato attivamente al buon esito della ricerca: "Il valore aggiunto di questa rilevazione – spiega Simona Favari, dirigente scolastico del Respighi - si deve alla sinergia tra vari attori in campo. Il gioco di squadra, tra scuole e università Cattolica, ha funzionato molto bene. Trovo fondamentale che vari segmenti del puzzle formativo interagiscano. Sono felice della partecipazione dei ragazzi, davvero elevata".

Si tratta – aggiunge Tiziana Albasi docente del Respighi - di una rilevazione importantissima che permette di immagazzinare una fotografia ad ampio spettro sulla condizione degli studenti in uscita, uno “scatto” capace di evidenziare punti forza e nuovi spazi di azione. Cosa ho apprezzato? La franchezza dei ragazzi nelle risposte". Dal liceo Gioia interviene il preside Mario Magnelli: "Direi obiettivo centrato. Una ricerca molto efficace che ci fa riflettere sugli orientamenti attuali degli studenti. Comprendere le pratiche orientative per mitigare la dispersione scolastica e valorizzare talenti e attitudini".

Cristina Capra, preside del Romagnosi, e Maria Luisa Giaccone, preside del Colombini, si allineano: "La proposta del professor Fornari ci ha convinto dall’inizio, i risultati ci regalano nuovi spunti. Un arricchimento reciproco. I primi a chiedere di essere informati sono i ragazzi". Patrizia Quero, docente dell’ISII Marconi, commenta così: "L’obiettivo di questa articolata e brillante indagine è quella di costruire un sistema organizzato di orientamento, che di fatto non esiste nemmeno a livello nazionale, una piattaforma che possa produrre effetti anche sul lungo periodo".

Federica Moroso, docente dell’istituto Tramello – Cassinari, precisa: "Il punto forte della ricerca? Aver posto al centro della discussione interessi, competenze e contesti di riferimento". Rita Montesissa, preside del Mattei di Fiorenzuola, e Vittoria Pollorsi, al vertice del Paritario Marconi, convergono: "Esperienza utilissima per combattere il disorientamento che accompagna spesso lo studente e la studentessa nel momento della scelta post diploma. Ora, Covid permettendo, lavoreremo per organizzare interventi in presenza e accelerare il passo".

Teresa Andena, preside dell’Itas Raineri osserva: "Orientarsi vuol dire leggere il mondo che ci circonda, uscire fuori da sé, mettere da parte il narcisismo imperante. Scegliere significa investire". Raffaella Fumi, preside del Volta di Castelsangiovanni, commenta: "Sono convinta che l’esperienza vada ripetuta, come educatori abbiamo bisogno di feedback costanti per poter intervenire in modo efficace e rispondere prontamente alle istanze degli studenti, analizzandone caratteristiche e potenzialità".

Dal quotidiano Libertà - giovedi 15 aprile 2021